© 2022 Comitato NO Allargamento dell’Asse Autostrada-Tangenziale di Bologna

Pubblichiamo la lettera inviata al Corriere di Bologna (inviata il 27/09/16 e non ancora pubblicata) dalla Prof.ssa Paola Fantazzini, coordinatrice del "Gruppo di Esperti in Strade e Trasporti" del nostro comitato.
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I due gentili lettori (vedere nota) che hanno scritto una lettera al Corriere pubblicata il 27/9, forse obnubilati dal loro livore contro coloro che si stanno battendo per impedire la realizzazione del “passante di mezzo” o “passante di Bologna” (così viene chiamato l’allargamento di autostrada e tangenziale a seconda del momento e delle necessità comunicative) non si sono accorti che noi, membri dei vari comitati cosiddetti “contro”, ci stiamo battendo anche “per” loro. Non siamo cittadini egoisti che non vogliono essere ulteriormente “gasati”. Lo avrebbero capito se fossero venuti all’incontro tematico organizzato dalle istituzioni la mattina di sabato scorso 24 settembre alla sala Borsa. Noi, semplici cittadini, stiamo spendendo ore del nostro tempo libero per combattere una battaglia ad armi impari contro Autostrade (ASPI), Comune, Città Metropolitana, Regione e last but not least, il governo della Repubblica. Se lorsignori fossero venuti anche solo all’incontro di sabato scorso, avrebbero ascoltato voci autorevoli di cittadini che non abitano vicino alla tangenziale (sì, avete capito bene, molti di noi NON abitano vicino alla tangenziale) ed hanno a cuore lo sviluppo della loro città, la salute dei cittadini tutti e, perché no, un utilizzo corretto del danaro pubblico. Avrebbero capito perché affermiamo che l’opera non solo sarà dannosa (aumento dell’inquinamento per tutta la città, anni di impatto pesante per tutti i cittadini di Bologna e per gli utenti dell’autostrada durante i lavori, aumento della cesura tra parte SUD della città, più ricca, e parte NORD, più povera) ma anche inutile. Sulla base dei livelli di traffico e del numero di corsie per senso di marcia si valutano le condizioni del traffico, cioè i “livelli di servizio”. Dai dati evidenziati nel Progetto Preliminare di ASPI risulta che nella sede autostradale a tre corsie il livello di servizio risulterebbe “C” con flusso stabile, ma condizionato, al limite della congestione. Per la sede tangenziale, a tre corsie, il livello di servizio risulterebbe “C/D” cioè flusso condizionato e congestionato. Dunque, i livelli di servizio dell’autostrada e della tangenziale che si determinerebbero con l’allargamento di tangenziale ed autostrada NON garantirebbero quei pochi mitici minuti per percorrere tutta la tangenziale, di cui favoleggia l’Ing. Tomasi di ASPI (16 minuti contro gli attuali 35). In pochi anni, sulla tangenziale allargata ci troveremmo di nuovo con flusso di traffico instabile con rallentamenti e riprese ed infine con stop and go. Che faremo allora? Allargheremo ancora di più la tangenziale demolendo parte del lavoro fatto, espropriando altro terreno e abitazioni e spendendo altri danari? Quindi, cari lettori, mi raccomando, non lasciatevi sfuggire le prossime occasioni per ascoltare la nostra voce, o, se volete, andate subito a meditare informandovi sul nostro sito: www.passantedimezzonograzie.it. Firmato: Paola Fantazzini

(nota) Per correttezza non riporto il nome dei due lettori, che potranno comunque riconoscersi nelle due frasi tratte dalle loro lettere, che qui riporto. Primo lettore:”Un lettore sostiene che all’allargamento della tangenziale conseguirà un aumento dell’inquinamento, è come affermare che all'aumento dei portafogli conseguirà un aumento del denaro”. Secondo lettore: “i contrari all’allargamento della tangenziale girano a piedi o hanno la macchina e ci vanno in giro, gasando altre zone di Bologna?”

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